Post in evidenza

luna (Gëzim Hajdari)

Luna, è fuggita anche questa stagione senza un bacio nella notte bianca. Cielo, è passato anche quest’anno senza una ragione, con la...

lunedì 1 luglio 2013

terra dei fuochi


Anni fa mi sono occupato, su base volontaria e non professionale, di capire cosa succedeva nel terriotrio nel quale vivo. 
Assieme ad altri amici, volevamo capire se il nostro territorio ci apparteneva (appartiene) ancora. Volevamo capire se quella strana e triste concentrazione di malattie e morti era (è) una fatale casualità o c’era (c’è) un rapporto di causalità tra azioni nascoste. Volevamo capire se almeno chi ci rappresentava (rappresenta) fosse al corrente di ciò che era (è) il nostro passato per rivolgersi al nostro futuro.
Non voglio postare le presentazioni, le interpellanze, le interrogazioni: sarebbe inutile. È tutto chiaro.

Facemmo ricerche e queste furono le nostre fonti (in aggiunta a ricerche in proprio):
  • Documento del Servizio di Statistica Regionale dalla Regione Campania, Anno XVI, Nr.11, Novembre 2003. 
  • Dati Ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 30 Aprile 2004 in risposta ad una nostra interrogazione. 
  • Prometeo 2001: Atlante della Sanità Italiana 
  • Relazione sullo Stato di Salute e sull’Utilizzo dei Servizi Anno 2003 – ASL NA 4 
Riporto solo un dato ed una diapositiva.
Dall'analisi per causa di morte per tumori (per gli anni 1996-1998), la ASL NA 3 risultò la prima in Italia  (189 posto su 189) - Fonte Prometeo

Rubens, Saturno che divora suo figlio
Informammo le autorità, le ASL competenti, ma fummo avvolti da un silenzio impenetrabile e subdolo. 
Prima ci dissero che avrebbero fatto, avrebbero detto. Poi ci dissero che eravamo terroristi 'ambientali', che non potevamo diffondere quei dati, che non avevamo i titoli per analizzare quei numeri. Si preoccuparono del dito, invece di guardare la luna.
Nel frattempo ancora ci vogliono imporre inceneritori e ci sono prefetti che sbeffeggiano i parroci. 
Di notte si continua a bruciare. 
Una volta era chiamata questa terra, la mia terra, campania felix.
Di una cosa sono certo: il problema rimarrà fino a quando non saremo capaci, noi del sud, di esprimere una classe dirigente che voglia e sappia difendere il territorio nel quale vive e vivono i suoi stessi figli.


Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un commento