La notizia secondo me non ha avuto il giusto risalto nelle cronache di questi ultimi giorni d'estate. In breve, c'era una chat in Facebook in cui mariti si scambiavano foto intime o pornografiche delle proprie mogli con tanto di apprezzamenti a vicenda. Tutto ovviamente all'insaputa di queste donne. Si parla di 32000 partecipanti che poi si sono spostati da FB a Whatsapp.
Non ho visto nulla di tutto ciò ma dalle descrizioni fatte mi erano evidenti l'obbrobrio e l'orrore che circolava in rete.
Il numero di questi mariti è talmente grande che non si può non pensare che al centro dei tempi attuali deve essere posta un emergenza educativa del genere maschile. Non è un fenomeno legato a un singolo, è un modo di pensare la donna, la moglie, la compagna, che è solo un corpo, una merce da esibire per il diletto non solo proprio ma di una comunità.
E questi mariti poi saranno genitori di bambini, dovranno educare le prossime generazioni, andranno a votare.
Mi viene da vomitare al solo pensiero che qualcuno possa aver godere dell'intimità di una coppia, di una sfera assolutamente privata.
Anche in Francia abbiamo letto di cose simili, forse anche peggiori, e quindi l'emergenza è diffusa, il che aggrava il quadro.
Aumentiamo la spesa per armi nel nostro continente e nel frattempo il nemico cresce dentro di noi, forse il nemico siamo noi.