Post in evidenza

luna (Gëzim Hajdari)

Luna, è fuggita anche questa stagione senza un bacio nella notte bianca. Cielo, è passato anche quest’anno senza una ragione, con la...

domenica 12 gennaio 2014

sul traghetto da capri

Non fu una giornata come tante: mi è rimasta impressa. Forse per la canzone.
Eravamo andati a Capri, come sempre facevamo, non appena il tempo lo permetteva: quell'anno era Maggio, e l'isola non era invasa dai turisti. Fu una giornata tranquilla, bella, serena.
Avevamo preso il traghetto la mattina e in un'ora e mezza circa eravamo arrivati.
Chi aveva il panino, chi aveva soldi per mangiare la pizza, chi aveva le sigarette.
Come sempre si univa ciò che si aveva per cercare di accontentare tutti.

Prendere il caffè in piazzetta era caro ma ancora potevamo permettercelo. Poi andammo al faro, uno dei posti più incantevoli al mondo, secondo me.

Ci accomodammo sugli scogli, in modo felicemente caotico e disordinato come può fare un gruppo di liceali tra 16 e 17 anni, e iniziò la giornata.
Mare, sole, tuffi, scherzi. Il cielo accoglieva la nostra gioventù specchiandola in un doppio blu.
La nostra dolcezza era la stessa di quell'aria fina, di quel sole caldo ma non opprimente.
Il blu che avevamo negli occhi era lo stesso, intenso di quell'acqua nella quale nuotavamo.
Non ci furono episodi particolari, ma tra di noi c'era la consapevolezza, c'erano quegli sguardi silenziosi di chi sa che sta vivendo un momento bello, e che eravamo dei fortunati.

Si fece subito pomeriggio e dovemmo abbandonare quel luogo incantato. Le sigarette e i soldi erano finiti e come sempre facevamo la colletta sul traghetto. Ma era pieno di ragazzi come noi, senza soldi e senza sigarette. Si sarebbe forse fumato a casa, sfilando la Muratti dal pacchetto di papà.

In quella moltitudine di ragazzi, tutti abbronzati o cotti dal sole, due emergevano per la loro bellezza.
Avevano l'aria di essere anche loro sereni e felici. Alcuni tra noi sentirono, me compreso, che stavano discutendo dell'ultimo album di Battisti, uscito poche settimane prima.
Qualcuno l'aveva già ascoltato, altri ne avevano fatto solo un ascolto superficiale.

Uno dei due disse all'altro: "Che dici, gliela facciamo sentire ?"
L'altro, sorrise: "Va bene, facciamogli questo regalo !

Tirarono fuori due chitarre e due voci indimenticabili.
La canzone era questa:


Buon ascolto

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un commento