Non riesco a non pensare a "La Grazia" di Paolo Sorrentino mentre arrivano le notizie - tremende - da Minneapolis e in generale dagli USA. Il film (bellissimo, forse il migliore nel periodo che lo separa dal capolavoro de La Grande Bellezza) ci riporta una lentezza, una leggerezza, sostenuta dalla robustezza della nostra Costituzione.
Ci riporta un uomo (cemento armato) che ripercorre le strade parallele della sua vita personale e quella di fine giurista, politico, e infine Presidente della Repubblica.
L'attualità ci riporta un altro presidente, sguaiato, volgare, offensivo, irrispettoso (anche di defunti tragicamente), un fomentatore di rivolte, garante di soprusi.
Allora, mille volte meglio la nostra burocrazia lenta (nel film si cita espressamente questa qualità) ma capace ancora di dare strumenti decisionali corretti e bilanciati della voce alta, del pugno di ferro dei forti contro i deboli.
La nostra situazione politica non è brillantissima (addirittura il Nobel per la pace si auspica per il Nostro) ma abbiamo da quel film di Sorrentino il ricordo di una strada tracciata dai Costituenti che non dobbiamo dimenticare.
Io non so bene di chi sono i nostri giorni, ma di sicuro le persone uccise a Minneapolis sanno che gli sono stati strappati senza motivo.