lunedì 14 luglio 2014

roma (ancora incroci)

Spesso vado a Roma per lavoro e ci arrivo come sempre con l’Alta Velocità.
Da Napoli è un soffio ormai.

Faccio Via Cavour a piedi, se non piove, e prima di arrivare alla Sapienza prendo il caffè allo stesso posto, da anni. Stamattina ho deciso, chissà perchè, di cambiare. Vado al bar più avanti. Proprio sul marciapiedi di fronte alla fermata Cavour della Metro.

Entro e mentre bevo il caffè sento una voce. All’inizio ho subito cercato di non farci caso. A Roma tra centinaia di migliaia di persone, tra tutti i possibili bar, non poteva essere. Invece era proprio quella voce. Mi sono girato per vedere se la sagoma corrispondesse. Corrispondeva. Anche di spalle, l’ho riconosciuta subito: era lei.
Seduta assieme a un bell’uomo, molto eleganti entrambi; lui molto più grande di lei.

Quante volte ho visto questa scena. Troppe. Per una di queste scene salii in macchina e tornai a Napoli senza farmi più sentire per settimane. E quanti anni sono passati ? Tanti. Tutto è cambiato.
Ma la scena mi ha fatto ricadere in un baratro buio che credevo dimenticato.

Assurdo.
Magari lei era lì a discutere di lavoro, a concordare qualcosa. 
Non mi importa di lei, non più. M’importa di me.
È come se delle cicatrici dolorosissime si fossero riaperte e dai miei 51 anni quasi fossi stato scaraventato in un macchina del tempo e riportato indietro ai 25, come se nulla fosse poi successo. Sono stato riportato in quegli anni terribili in cui quella storia bella, ma assurdamente dolorosa, si svolgeva. In quegli anni in cui, forse, pagai il pegno per essere ciò che sono.

Assurdo.
Questa città, Roma, mi ha sempre rifiutato. 
L'amo tantissimo perchè non si può non essere rapiti da certi scorci, da certi angoli di eternità e di vita vera, ma spesso mi sono dovuto difendere da questi imprevisti - a volte insopportabili - che mi ha regalato. Bellissima e crudele.

Sono rimasto qualche secondo in ascolto di quella voce; ho colto sguardi, risa e toni di voce che ben conoscevo.

Senza farmi notare sono uscito e mi sono diretto respirando forte verso S. Pietro in Vincoli. Mi sono confuso in gruppo di turisti e mi sono avviato verso la facoltà.

Ancora incroci

martedì 1 luglio 2014

il deserto del mondo (sophia de mello breyner andresen)

PER ATTRAVERSARE CON TE IL DESERTO DELMONDO


Per attraversare con te il deserto del mondo
Per affrontare insieme il terrore della morte
Per vedere la verità per perdere la paura
Camminai a lato dei tuoi passi

Per te lasciai il mio regno il mio segreto
La mia rapida notte il mio silenzio
La mia perla rotonda e il suo oriente
Il mio specchio la mia vita la mia immagine

E abbandonai i giardini del paradiso
Qua fuori alla luce senza velo del giorno duro
Senza gli specchi vidi che ero nuda
E lo spazio aperto si chiamava tempo

Perciò con i tuoi gesti mi vestisti
E imparai a vivere in pieno vento

Sophia de Mello Breyner Andresen

PARA ATRAVESSAR CONTIGO O DESERTO DO MUNDO


Para atravessar contigo o deserto do mundo
Para enfrentarmos juntos o terror da morte
Para ver a verdade para perder o medo
Ao lado dos teus passos caminhei

Por ti deixei meu reino meu segredo
Minha rápida noite meu silêncio
Minha pérola redonda e seu oriente
Meu espelho minha vida minha imagem

E abandonei os jardins do paraíso
Cá fora à luz sem véu do dia duro
Sem os espelhos vi que estava nua
E ao descampado se chamava tempo

Por isso com teus gestos me vestiste
E aprendi a viver em pleno vento


domenica 22 giugno 2014

biancosale (s. stravato)

Arrivo alla poesia quasi per sbaglio dopo anni di letture varie ma volutamente di difficoltà crescente. Incredibilmente è twitter che mi ci ha quasi portato per mano quando ho iniziato a scegliere le persone da seguire per la qualità di certi tweet e anche per certi rimandi a cose un po' più serie.
La necessità di una sintesi più efficace, forse anche perchè con l'età si vuole una fotografia più essenziale, e la ricerca di un qualcosa che fosse al tempo stesso sostanza e forma, mi hanno condotto e cercare sempre di più versi e poesia.

Ho avuto e ho la fortuna di avere letterati e poeti tra le mie amicizie, ma questo non mi ha consentito di rendere più veloce un processo che rimane intimo e personale. Con i suoi tempi e la sua specifica velocità.

Iniziando a leggere i tweet di Stefania Stravato sono arrivato alle sue poesie e al suo blog (http://www.rossovenexiano.com/blogs/stefania-stravato).
Lentamente queste poesie mi si sono letteralmente attaccate addosso. Le leggevo e poi mi capitava di ripensarle, di aver voglia di rileggerle, di capire se mi avessero detto tutto. Avevo (e ho ancora) la sensazione che siano mutevoli e che offrano sempre nuovi spunti.
Ora Stefania ha pubblicato il suo primo libro: bellissimo. Non so se questa prima raccolta è una sua personalissima antologia o ci sono altri fili conduttori. Di sicuro è un viaggio intenso nella vita e nelle emozioni.

Binacosale è un insieme di onde, così mi piace descriverlo. Alcune sono quelle onde leggere che arrivano a bagnarti i piedi durante una passeggiata sulla riva al calar della sera. Altre sono quelle onde forti, grandi dove riesce difficile nuotare e non si sa mai se abbandonarsi oppure orgogliosamente cercare di affrontarle, sapendo di perdere. In ogni caso provocano una reazione, non possono lasciare indifferenti. Sono versi sensuali, intendendo con ciò proprio la capacità della parola di procedere dai sensi e per i sensi.

I versi di Stefania sono infine potenti, ecco, "potenza" è forse il sostantivo esatto.
Una potenza che nasce dalla volontà, la necessità quasi, di vivere e viversi senza mai accontentarsi di un qualsiasi surrogato. L'autenticità ricercata nel dolore, nella gioia, nell'amore, nel distacco, in tutte le espressioni dell'individuo.

Trascrivo qui - col permesso dell'autrice - la mia preferita.

Gli occhi stretti addosso

Ci terremo gli occhi stretti addosso
nessun luogo sulla pelle
perderemo
per stare in ginocchio
di spalle al mare e leccarci
l'intimità di mille baci
lungo le ore di un istante troppo breve
troppo vicino alla morte

innocenti di un peccato commesso
in mezzo ad un mattino di cui nulla sapevamo

superbi noi 
di questo stupido amore antico
che ancora cerca l'acqua nel deserto

sopravvissuti 
ai falò di conchiglie 
quando arsero estati e canti sulle tempie.

Buona lettura

S. Stravato, Biancosale, Ed. LietoColle


P.S.: Credo che in questo paese, in questo momento storico, leggere di sera un libro di poesia - spegnendo la tv - sia un atto veramente rivoluzionario.