sabato 4 aprile 2026

Crescere, la guerra - Francesca Mannocchi

Conoscevo il lavoro di Francesca Mannocchi come giornalista e ne avevo sempre apprezzato - ora lo apprezzo ancora di più - lo sguardo preciso, diretto, assieme all'uso attento dei termini anche di fronte a tragedie enormi. 

Narrare l'inenarrabile richiede una forza interiore rara, di quantità ma soprattutto di qualità. Mi sono sempre chiesto dove si prende questa forza e mentalmente la univo a un'altra giornalista, Stefania Battistini: due donne che usano in modi diversi la cura, l'attenzione per ciò che vedono e che cercano di trasmettere. 

Poi ho scoperto la sua attività di narratrice e di poetessa. 
Questo libro in versi - Crescere, la guerra - ha circa 80 pagine e confesso che lo so leggendo verso per verso; già quella virgola nel titolo è una dichiarazione netta. 
Non si può passare oltre certe definizioni, certi passaggi che letteralmente vanno dritti al senso, guidano verso il concetto finale. Assuefatti come siamo all'orrore quotidiano, anestetizzati da immagini e testi che arrivano a ondate social, siamo ormai ciechi. Incredibilmente, questi versi ci riportano su una strada che tende alla verità, eliminando ogni orpello.  Le parole che vengono usate e abusate ogni giorno ritrovano finalmente il loro senso: compassione, dignità, esattezza, creato ...
Chi legge non può più nascondersi perché il verso è vivo, ci  interroga, chiede una partecipazione; invoca una riflessione almeno su noi stessi per ritrovare una pulizia di pensiero non più procrastinabile per chi voglia sentirsi - ancora - un essere umano. 

In questi giorni di Pasqua, non posso non sottolineare quanto sia necessario questo libro. 

All'autrice, posso solo dire grazie. 


Crescere, la guerra. 
Francesca Mannocchi
9788806273903, Einaudi, 2026.


lunedì 26 gennaio 2026

La Grazia e L'Arroganza

Non riesco a non pensare a "La Grazia" di Paolo Sorrentino mentre arrivano le notizie - tremende - da Minneapolis e in generale dagli USA. Il film (bellissimo, forse il migliore nel periodo che lo separa dal capolavoro de La Grande Bellezza) ci riporta una lentezza, una leggerezza, sostenuta dalla robustezza della nostra Costituzione. 

Ci riporta un uomo (cemento armato) che ripercorre le strade parallele della sua vita personale e quella di fine giurista, politico, e infine Presidente della Repubblica.

L'attualità ci riporta un altro presidente, sguaiato, volgare, offensivo, irrispettoso (anche di defunti tragicamente), un fomentatore di rivolte, garante di soprusi. 

Allora, mille volte meglio la nostra burocrazia lenta (nel film si cita espressamente questa qualità) ma capace ancora di dare strumenti decisionali corretti e bilanciati della voce alta, del pugno di ferro dei forti contro i deboli. 

La nostra situazione politica non è brillantissima (addirittura il Nobel per la pace si auspica per il Nostro) ma abbiamo da quel film di Sorrentino il ricordo di una strada tracciata dai Costituenti che non dobbiamo dimenticare. 

Io non so bene di chi sono i nostri giorni, ma di sicuro le persone uccise a Minneapolis sanno che gli sono stati strappati senza motivo. 

domenica 7 settembre 2025

Un anno, un brano.


La musica è stata sempre una componente fondamentale della mia vita. Non so suonare e conosco solo i rudimenti elementari della lettura di un pentagramma, ma sono un grande ascoltatore. Anche i legami con le persone che amo sono stati creati, migliorati, rafforzati dalla musica. 

Quando festeggiai i 40 anni decisi di fare una raccolta con le canzoni più importanti della mia vita. La cosa è andata avanti e ormai siamo oltre i 60. Rappresenta per me una bella abitudine. A volte cambio, cancello, aggiungo: la playlist (adesso si dice così) cambia con me. 

Buon ascolto ...

https://open.spotify.com/playlist/2wvKMQDiUClxklv9LE0YSG?si=95e62b2f8177485e