sabato 4 aprile 2026

Crescere, la guerra - Francesca Mannocchi

Conoscevo il lavoro di Francesca Mannocchi come giornalista e ne avevo sempre apprezzato - ora lo apprezzo ancora di più - lo sguardo preciso, diretto, assieme all'uso attento dei termini anche di fronte a tragedie enormi. 

Narrare l'inenarrabile richiede una forza interiore rara, di quantità ma soprattutto di qualità. Mi sono sempre chiesto dove si prende questa forza e mentalmente la univo a un'altra giornalista, Stefania Battistini: due donne che usano in modi diversi la cura, l'attenzione per ciò che vedono e che cercano di trasmettere. 

Poi ho scoperto la sua attività di narratrice e di poetessa. 
Questo libro in versi - Crescere, la guerra - ha circa 80 pagine e confesso che lo so leggendo verso per verso; già quella virgola nel titolo è una dichiarazione netta. 
Non si può passare oltre certe definizioni, certi passaggi che letteralmente vanno dritti al senso, guidano verso il concetto finale. Assuefatti come siamo all'orrore quotidiano, anestetizzati da immagini e testi che arrivano a ondate social, siamo ormai ciechi. Incredibilmente, questi versi ci riportano su una strada che tende alla verità, eliminando ogni orpello.  Le parole che vengono usate e abusate ogni giorno ritrovano finalmente il loro senso: compassione, dignità, esattezza, creato ...
Chi legge non può più nascondersi perché il verso è vivo, ci  interroga, chiede una partecipazione; invoca una riflessione almeno su noi stessi per ritrovare una pulizia di pensiero non più procrastinabile per chi voglia sentirsi - ancora - un essere umano. 

In questi giorni di Pasqua, non posso non sottolineare quanto sia necessario questo libro. 

All'autrice, posso solo dire grazie. 


Crescere, la guerra. 
Francesca Mannocchi
9788806273903, Einaudi, 2026.


lunedì 26 gennaio 2026

La Grazia e L'Arroganza

Non riesco a non pensare a "La Grazia" di Paolo Sorrentino mentre arrivano le notizie - tremende - da Minneapolis e in generale dagli USA. Il film (bellissimo, forse il migliore nel periodo che lo separa dal capolavoro de La Grande Bellezza) ci riporta una lentezza, una leggerezza, sostenuta dalla robustezza della nostra Costituzione. 

Ci riporta un uomo (cemento armato) che ripercorre le strade parallele della sua vita personale e quella di fine giurista, politico, e infine Presidente della Repubblica.

L'attualità ci riporta un altro presidente, sguaiato, volgare, offensivo, irrispettoso (anche di defunti tragicamente), un fomentatore di rivolte, garante di soprusi. 

Allora, mille volte meglio la nostra burocrazia lenta (nel film si cita espressamente questa qualità) ma capace ancora di dare strumenti decisionali corretti e bilanciati della voce alta, del pugno di ferro dei forti contro i deboli. 

La nostra situazione politica non è brillantissima (addirittura il Nobel per la pace si auspica per il Nostro) ma abbiamo da quel film di Sorrentino il ricordo di una strada tracciata dai Costituenti che non dobbiamo dimenticare. 

Io non so bene di chi sono i nostri giorni, ma di sicuro le persone uccise a Minneapolis sanno che gli sono stati strappati senza motivo. 

domenica 7 settembre 2025

Un anno, un brano.


La musica è stata sempre una componente fondamentale della mia vita. Non so suonare e conosco solo i rudimenti elementari della lettura di un pentagramma, ma sono un grande ascoltatore. Anche i legami con le persone che amo sono stati creati, migliorati, rafforzati dalla musica. 

Quando festeggiai i 40 anni decisi di fare una raccolta con le canzoni più importanti della mia vita. La cosa è andata avanti e ormai siamo oltre i 60. Rappresenta per me una bella abitudine. A volte cambio, cancello, aggiungo: la playlist (adesso si dice così) cambia con me. 

Buon ascolto ...

https://open.spotify.com/playlist/2wvKMQDiUClxklv9LE0YSG?si=95e62b2f8177485e

giovedì 21 agosto 2025

Chat "Mia Moglie"

La notizia secondo me non ha avuto il giusto risalto nelle cronache di questi ultimi giorni d'estate. In breve, c'era una chat in Facebook in cui mariti si scambiavano foto intime o pornografiche delle proprie mogli con tanto di apprezzamenti a vicenda. Tutto ovviamente all'insaputa di queste donne. Si parla di 32000 partecipanti che poi si sono spostati da FB a Whatsapp. 

Non ho visto nulla di tutto ciò ma dalle descrizioni fatte mi erano evidenti l'obbrobrio e l'orrore che circolava in rete. 

Il numero di questi mariti è talmente grande che non si può non pensare che al centro dei tempi attuali deve essere posta un emergenza educativa del genere maschile. Non è un fenomeno legato a un singolo, è un modo di pensare la donna, la moglie, la compagna, che è solo un corpo, una merce da esibire per il diletto non solo proprio ma di una comunità.

E questi mariti poi saranno genitori di bambini, dovranno educare le prossime generazioni, andranno a votare. 

Mi viene da vomitare al solo pensiero che qualcuno possa aver godere dell'intimità di una coppia, di una sfera assolutamente privata.

Anche in Francia abbiamo letto di cose simili, forse anche peggiori, e quindi l'emergenza è diffusa, il che aggrava il quadro. 

Aumentiamo la spesa per armi nel nostro continente e nel frattempo il nemico cresce dentro di noi, forse il nemico siamo noi. 


martedì 12 agosto 2025

Di letture, percorsi e pensieri (psicomagia)

Spesso mi trovo all'interno di strane coincidenze che mi portano e riflettere su cose apparentemente lontane. Questo volta l'incrocio magico (sacro ?) si è sviluppato tra i fumetti, il Cile, la meditazione, Gurdjieff e Jodorowski. Sono arrivato alla psicomagia, ovvero, secondo il suo creatore, l'opposto della psicoanalisi. 

 "Nella psicoanalisi tradizionale non si fa altro che decifrare e interpretare i messaggi con il linguaggio corrente i messaggi inviati dall'inconscio. Io agisco al contrario: invio messaggi all'inconscio ultilizzando il linbguaggio simbolico che gli è proprio. Nella psicomagia spetta all'inconscio decifrare l'informazione trasmessa dal conscio."

La lettura apre più domande di quante risposte sembra fornire ma il libro è una forma di intervista per presentare la storia e l'evoluzione del metodo proposto che poi è una forma di  biografia dello stesso Alejandro Jodorowski (AJ). 
Al fondo vi è una una sorta di trasparenza di AJ che non nasconde i dubbi e le possibili spiegazioni alternative ma questa sua ingenuità (come quella di un bambino) è una caratteristica importante per chi come me antepone una certa razionalità che continua a fare da scudo a un fascino indiscutibile di ciò che viene presentato.  
Molto bella la suddivisione degli atti (atto poetico, atto teatrale, atto magico e atto onirico) che poi conducono all'atto psicomagico.  AJ precisa più volte che la sua azione terapeutica non è legata a un compenso ma a un patto che vede la persona interessata impegnata una volta conclusa la terapia a inviare una lettera che riassuma gli eventi e i risultati ottenuti.
AJ, mi piace ricordarlo, è l'artista che assieme a Moebius ha creato L'Incal, si è cimentato per primo con la possibilità di realizzare un film estratto da Dune, ha riportato i Tarocchi alla loro forma originaria, ha creato oltre alla psicomagia la psicogenealogia ... 
Spesso nel testo si fa riferimento ad eventi che possono essere configurati come imbrogli, ma AJ adorna il sostantivo con un aggettivo e li ridefinisce come imbrogli sacri, ed è qui che forse risiede una possibile sintesi, ovvero la possibilità che esistano situazioni, processi che sono difficili da interpretare ma che in qualche modo ci mettono in contatto con parti di noi stessi, delle nostre possibilità che sono largamente inesplorate. Non a caso si parla di coscienze risvegliate. 
In un mondo dominato dalla tecnica e dalla specializzazione, questi approcci hanno sapori allo stesso tempo antichi e moderni: si riscoprono metodi e tradizioni ma li proiettano nel presente e soprattutto guardando al futuro. Magari saranno tutte supercazzole, come dice mio figlio, ma credo che meritino una certa attenzione, soprattutto per recuperare una certa confidenza con l'ignoto e le parti oscure che tendiamo a mettere da parte, a nascondere, precludendoci maggiora consapevolezza di chi ognuno di noi possa essere. 



giovedì 7 agosto 2025

lunedì 4 agosto 2025

Sette anni dopo / Seven years laters

Quasi sette anni dopo ritorno a scrivere su questo blog che curavo con molta attenzione, soprattutto quando c'era Twitter. Era una forma di diario, condiviso, per evidenziare, ricordare, sottolineare momenti, idee, immagini, musiche. Poi è successo di tutto, dal COVID in poi. Il silenzio è stato quasi un passaggio naturale. Il mondo come lo conoscevamo è cambiato così rapidamente che davvero è diventato difficile orientarsi: ci vuole sempre più tempo, più attenzione. Il massacro del 7 ottobre, i palestinesi a Gaza, l'invasione russa, i ministri che celebrano battaglie di più di duemila e duecento anni fa, i dazi, lo schieramento dei due sottomarini nucleari statunitensi ... si oscilla tra l'immensità delle piccole e grandi tragedie quotidiane e la ridicola ostentazione del proprio potere. In mezzo, le persone che faticano nel sopravvivere e ad avere riconosciuti i proprio diritti, minacciati da più parti anche laddove si pensava fossero acquisiti. C'è bisogno di una presa di coscienza collettiva che in questo momento sembra davvero un'enorme utopia. Nel frattempo di vorrebbe un cessate il fuoco planetario e uno spazio maggiore a disposizione per la diplomazia. Soprattutto, credo, ci vuole maggiore verità da ricercare e stimolare con chi accetta la necessità del confronto. 

Almost seven years later, I'm back writing on this blog, which I carefully curated, especially when Twitter was around. It was a kind of shared diary, to highlight, remember, and underscore moments, ideas, images, and music. Then everything happened, from COVID onwards. Silence was almost a natural progression. The world as we knew it has changed so rapidly that it's truly become difficult to navigate: it takes more and more time, more attention. The October 7th massacre, the Palestinians in Gaza, the Russian invasion, ministers celebrating battles from more than 2,200 years ago, tariffs, the deployment of two US nuclear submarines... we oscillate between the immensity of large and small daily tragedies and the ridiculous display of own little power. In the middle, people struggle to survive and have their rights recognized, threatened from all sides even where they thought they were already established. We need a collective awareness, which right now truly seems like a vast utopia. In the meantime, we would like a global ceasefire and greater space for diplomacy. Above all, I believe, we need greater truth seeking and fostering among those who accept the need for dialogue.

Quello che viene creduto da tutti, per sempre, dovunque, ha molte possibilità di essere falso.

What is believed by everyone, forever, everywhere, has a good chance of being false. 

P. Valèry

domenica 30 dicembre 2018

auguri di buon anno (versione 2018)

#vaffanculo a quelli che ritengono compassione ed empatia solo dei sentimenti per persone deboli 

#vaffanculo a quelli che pur non avendo studiato si permettono di disquisire sui vaccini, sfericità della terra e campi gravitazionali

#vaffanculo a quelli che in una mensa di bambini sono capaci di fare liste e separazioni

#vaffanculo a chi confonde lo stile con l'ostile: è solo un semplice apostrofo ma per riconoscerlo e rimuoverlo bisogna sapersi aprire a una diversa visione del
mondo
#vaffanculo a quelli che credono di non aver bisogno di nessuno e chiudono i porti


#vaffanculo a quelli che "se non lo facevo io lo faceva qualcun altro"



#vaffanculo a quelli che tolgono fondi per le famiglie e le scuole dove ci sono situazioni di disabilità mentale e/o fisica

#vaffanculo a quelli che con poche ore di corso si abilitarono all'insegnamento di una lingua straniera 

#vaffanculo a quelli che votarono per riconoscere Ruby Rubacuori come nipote di Mubarak e oggi fanno lezioni di democrazia

#vaffanculo a quelli che son convinti di essere più furbi degli altri perchè troveranno - ed è sicuro che lo troveranno - uno ancora più stronzo

#vaffanculo a quei presuntuosi che si fanno scudo del loro essere 'cattolici' fomentando solo un odio senza fine

#vaffanculo a me stesso, ogni qualvolta per stanchezza o stupidità mi sono vestito e mi vestirò ancora con uno di questi pericolosissimi abiti.

mercoledì 27 giugno 2018

Il punto di partenza

Quando è iniziato questo declino ? 
La domanda dovrebbe essere d'obbligo per chiunque abbia a cuore le sorti di questo paese.
Posso parlare solo per me.

C'è stato un momento in cui le tradizioni cattolica, comunista, popolare, sociale e in un certo modo riformista si iniziarono a saldare e trovarono una sintesi nel primo governo Prodi (18 maggio 1996 al 21 ottobre 1998). Era in qualche modo la chiusura degli anni di piombo e della nuova stagione delle bombe di mafia e la risposta forse migliore alle stragi di Falcone e Borsellino e delle loro scorte.

Io, in risposta a quello stimolo forte, iniziai a frequentare ambienti e sezioni di partito; assieme ad altri capii che la risposta doveva essere un'azione locale coordinata a livello globale. Una volta si sarebbe detta una 'community action'. Proponemmo analisi statistiche della demografia, dei flussi migratori, dei posti di lavoro persi, della mortalità e morbilità, sulle modalità di smaltimento dei rifiuti, come ottenere fondi europei ...
Insomma ci rimboccammo le maniche e tirammo fuori il meglio di noi stessi. 
Era poco, era molto ? Non ha importanza: ognuno offrì ciò che poteva.
Molti di noi avevano scelto di rimanere in Italia, al Sud, perchè credevano in questa possibilità di cambiamento. Portavamo l'esperienza fatta dalla frequentazione dei paesi virtuosi e la mettevamo a disposizione dei terreitori nei quali vivevamo.

Poi successe qualcosa. Iniziarono i distinguo, le prese di distanza; ogni qualvolta si proponevano processi chiari, trasparenti, condivisi e partecipati (parola abusatissima ma non ne conosco  altre) gli ostacoli da parte di chi avrebbe dovuto sostenerci aumentavano. Si soffiava sul venticello della calunnia (loro ci guadagnano, ci sono interessi oscuri dietro, ecc.) e contemporaneamente si agitavano i social per sminuire e criticare qualsiasi cosa. 
In nuce, ciò che oggi succede su grande scala.

Nel frattempo l'area politica che doveva essere il nostro riferimento continuava a proporre personaggi difficilmente presentabili e soprattutto ciucci, ovvero mancanti (per scelta o per mancanza, non ebbi il tempo di capirlo) delle competenza di base. Spesso ci rimproveravano di essere solo degli intellettuali, quando semplicemente eravamo persone di buonsenso, di buona cultura e buona educazione. 
Si dava voce a chi portava voti (e adesso neanche quelli) e non a chi come noi evidenziava problemi palesi e cercava anche di trovare e proporre soluzioni compatibili con le regole elementari di bilancio.
Soluzioni lente certo ma che avrebbero potuto essere valutate rigorosamente in termini di efficacia ed efficienza. 

Ci disse un anziano conoscitore della politica che - in tempi antichi - la Democrazia Cristiana o il Partito Comunista avrebbero partecipato a questi movimenti, impadronendosene per permettere un ricambio della classe dirigente dominante. Cosa che invece non è successa.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. 

Il punto centrale della politica non sono solo le idee ma anche le persone. 
Le une si tengono assieme alle altre. 

Ci aspetta una strada lunga e triste anche se qualche segno positivo comincia a rendersi visibile.



 

 


domenica 24 giugno 2018

A mio padre (alfonso gatto)

Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni in libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.

Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
– Com’è bella notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro al sonno – Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgere a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.

domenica 10 dicembre 2017

stupidità (d. bonhoeffer)

Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. 

Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodissoluzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese.

[...] osservando meglio, si nota che qualsiasi ostentazione esteriore di potenza, politica o religiosa che sia, provoca l'istupidimento di una gran parte degli uomini. Sembra anzi che si tratti di una legge socio-psicologica.
La potenza dell'uno richiede la stupidità degli altri. Il processo secondo cui ciò avviene, non è tanto quello dell'atrofia o della perdita improvvisa di determinate facoltà umane – ad esempio quelle intellettuali – ma piuttosto quello per cui, sotto la schiacciante impressione prodotta dall'ostentazione di potenza, l'uomo viene derubato della sua indipendenza interiore e rinuncia così, più o meno consapevolmente, ad assumere un atteggiamento personale davanti alle situazioni che gli si presentano.
Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza. Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente ma con slogan, motti ecc. da cui egli è dominato. È ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona. Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale. Questo è il pericolo che una profanazione diabolica porta con sé. 

Ci sono uomini che potranno essere rovinati per sempre.

lunedì 10 luglio 2017

gli anni più importanti (jung)

Gli anni più importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interiori. A essi va fatto risalire tutto il resto. Tutto cominciò allora, e poco hanno aggiunto i dettagli posteriori. 

La mia vita intera è consistita nell’elaborazione di quanto era scaturito dall’inconscio, sommergendomi come una corrente enigmatica e minacciando di travolgermi. Una sola esistenza non sarebbe bastata per dare forma a quella materia prima. 

Tutta la mia opera successiva non è stata altro che classificazione estrinseca, formulazione scientifica e integrazione nella vita. 

Ma l’inizio numinoso che conteneva ogni altra cosa si diede allora.

Carl Gustav Jung, 1957

giovedì 8 giugno 2017

giugno

La luce mi sveglia presto ed è piacevole farlo. Sembra che il sole mi accolga, mi aspetti.
Quando ancora il caldo non è esploso anche la luce sembra essere dolce. Il primo gesto è mettere la macchinetta del caffè sul fuoco. Nel frattempo accendo il telefono e controllo un minimo la posta elettronica. Mi siedo e scrivo note cartacee come promemoria per le cose importanti da fare nella giornata. Verso il caffè nella tazzina e lo bevo lentamente.

Poi inizio a prepare la borsa per il lavoro. Computer, chiavi, bancomat, carta di credito, bollettini eventuali da pagare, libri.
Gesti ripetitivi ma che per me hanno un significato enorme, quando la routine è serena e la giornata si avvia senza avere grandi problemi. Poi passo alle mie abluzioni mattutine cercando di vincere la solita pigrizia ma senza dubbio a primavera è tutto più facile.
Mi vesto con calma e poi metto la seconda macchinetta di caffè sul fuoco. Controllo che i ragazzi dormano in pace e preparo due tazzine: una per me, una per lei. 
Le porto il caffè e la saluto con un bacio.

Esco, spesso non è ancora del tutto giorno, metto in moto e vado.

In macchina penso a quelli che amo, a ciò che mi ha colpito; a modo mio, prego.
Ci sono dei tratti precisi del tragitto che mi porta al lavoro dove mi riesce facile pregare. Non saprei spiegare bene perchè. Spesso è un ringraziamento per le persone che ho avuto nella mia vita presenti e passate. Spesso è respirare forte per capire come affrontare le difficoltà, affidandosi.
Lancio pensieri anche per persone che magari ho intravisto per pochi secondi. 

Rincorro anche per qualche istante i miei sogni, semplici in fondo: sapere scrivere un libro giallo, diventare un grande fotografo, comprarmi una casa in riva al mare, sulla sabbia proprio.

Poi entro in tangenziale, mi infilo nel traffico, accendo la stereo e la giornata inizia veramente.






martedì 23 maggio 2017

1992-2017

Le immagini erano (e lo sono ancora) tremende. 
Non ebbi la forza di commentare con nessuno quello che accadeva. Mi sedetti e ho fatto quello che avrei sempre voluto saper fare senza riuscirci. Mi misi a dipingere. 

Un modo per sfogare la rabbia e stemperare quella angoscia che poi non è mai passata del tutto. Non sapevo che poche settimane dopo ne avrei dovuto dipingere anche un altro.

Adesso, in ogni nuova stanza dove vado a svolgere la mia attività quotidiana, cerco il posto migliore è per queste testimonianze. 
Per ricordarmi (e ricordare a chi siede con me) di quell'orrore e ogni giorno e sulla necessità di combatterlo sempre, con ogni gesto. 
Grande o piccolo che sia.




domenica 2 aprile 2017

canzone primaverile (g. lorca)

I
Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell'aria tiepida
d'aprile tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!
Un silenzio fatto a pezzi
da risa d'argento nuovo.

II
Vado pel cammino della sera,
tra i fiori dell'orto,
lasciando sulla strada
l'acqua della mia tristezza.
Sul monte solitario
un cimitero di paese
sembra un campo seminato
di semi di teschi.
E sono fioriti cipressi
come teste giganti
che con orbite vuote
e chiome verdognole
pensosi e dolenti
l'orizzonte contemplano.
Divino aprile, che vieni
carico di sole e di essenze,
colma di nidi d'oro
i teschi fioriti!

Granada, 28 marzo 1919

domenica 5 marzo 2017

donna (charles baudelaire)

La donna è senza dubbio una luce, uno sguardo, un invito alla felicità, e talvolta il suono di una parola; ma soprattutto è un'armonia generale, non solo nel gesto e nell'armonia delle membra, ma anche nelle mussole, nei veli, negli ampi e cangianti nembi di stoffe in cui si avvolge, che sono come gli attributi e il fondamento della sua divinità; nel metallo e nel minerale che le serpeggiano intorno alle braccia e al collo, aggiungendo le loro scintille al fuoco dei suoi sguardi, o tintinnando dolci alle sue orecchie. 

Quale poeta mai, nel ritrarre il piacere prodotto dall'apparizione di una bellezza, oserebbe disgiungere la donna dal suo abito? 

E qual è poi l'uomo che per la strada, a teatro, al parco, non abbia goduto, nella forma più disinteressata, di una toeletta sapientemente composta, e non ne abbia attinto un'immagine inseparabile dalla bellezza di colei a cui apparteneva, così facendo delle due entità, della donna e della veste, un tutto indivisibile?

lunedì 20 febbraio 2017

assemblea

Non sono più un elettore del PD. Non da oggi. Ieri ho seguito con una certa attenzione l'assemblea, così come la campagna referendaria conclusasi lo scorso 4 Dicembre. In fondo, guardo sempre da quella parte per cercare di capire se ci sono segni di cambiamento.
Purtroppo non ho trovato nulla.
Il Partito Democratico ha completamente smarrito, da tempo, il contatto con il territorio, con le persone in ultima (e facile) analisi.
Mentre le altre coalizioni sono comprensibilmente unite da qualcosa che è facile individuare, non si capisce più cosa e chi il PD rappresenti. Faccio riferimento alle azioni e non alle parole che sono state dette. In questi due giorni ne ho sentite di belle, altisonanti, retoriche nella forma giusta ma addosso a persone che ormai non hanno più un briciolo di autorevolezza. Anzi hanno più responsabilità che progettualità.

Pensavo che fosse un problema solo della zona dove vivo io, ma poi discutendo con amici ho capito che il rapporto con il territorio si è corrotto ovunque. In nome di una manciata di voti in più, si sono accettati accordi al ribasso, sempre più al ribasso, fino a svendere qualsiasi idea. Non tutti chiaramente, ma parlo dei gruppi dirigenti che si sono succeduti a tutti i livelli, razzolando voti senza avere uno straccio di prospettiva, di progetto, di attesa.

Quindi, per quanto mi dispiaccia, sarà giusto che nei prossimi anni l'egemonia della discussione passi in mani che non si è saputo contrastare e che pronunceranno parole come 'onestà', 'Italia agli italiani', 'no-euro', senza un briciolo di prospettiva.

Qui, ormai quasi quattro anni fa, scrivevo di una: foresta atipica nella quale vari animali si contendevano il potere. Ma ora siamo ormai al cannibalismo interno del PD.
E i piccoli grilli intanto sono cresciuti e il caimano, sia pure vecchio e stanco, è ancora lì.

Un minimo di agenda (aperta a tutti coloro che volessero lavorare per realizzarla) sarebbe auspicabile e potrebbe essere questa:
* manovra di riduzione lenta ma costante del debito pubblico
* riformulazione delle politiche economiche europee
* progetto di accoglienza degli immigrati
* piano straordinario per la disoccupazione giovanile
* piano straordinario per la scuola, l'università e la ricerca.

Le idee sono già in rete, non bisogna inventare nulla.
Lo dovremmo ai nostri figli.

venerdì 30 dicembre 2016

auguri di fine anno (versione 2016)

#vaffanculo a quelli che sanno sempre tutto.

#vaffanculo a quelli che producono solo ansia quasi come fosse uno stupefacente da cui non riescono a disintossicarsi.


#vaffanculo a quelli che ogni mal di testa diventa una malattia incurabile e non sanno cos'è invece il vero dolore.

#vaffanculo ai miserabili, di cuore e/o di portafoglio.


#vaffanculo quelli che (si) misurano sempre e riducono l'esistenza a pura ragioneria.

#vaffanculo a quelli che credono di non aver bisogno di nessuno.

#vaffanculo a quelli che si sono nascosti sotto strati di cinismo solo per nascondere un vuoto immenso.

#vaffanculo a quelli che si ostinano a cercare una perfezione che non esiste svilendo l'imperfezione che li rende unici.

#vaffanculo a quelli che non si emozionano più per nulla e affogano nella totale assenza di entusiasmo. 

#vaffanculo a quelli che non non hanno capito che sopravvivere è un istinto ma vivere è una scelta.

#vaffanculo a quelli che son convinti di essere più furbi degli altri perchè troveranno - prima o poi - uno ancora più stronzo.

#vaffanculo a me stesso, ogni qualvolta per stanchezza o stupidità mi sono vestito e mi vestirò ancora con uno di questi (inadeguati e inutili) abiti.

venerdì 16 dicembre 2016

cieli del nord (alice)

Attimi di milioni di anni fa 
cercano rifugio dentro il cuore 
arie che vengono dal mare a nord 
cambiano umori con amori. 

Sai 
vorrei restare qui 
tra l'erba che si muove al vento 
e ritrovarci un pò. 

Schiavi del tempo che va 
e liberi solo a metà 
come velieri lontani 
viaggiamo ancora nel cerchio 
di questa età. 

Orizzonti 
che si aprono tra noi 
chiamano 
frammenti di serenità. 
C'è un´emozione in te 
fiore di loto immobile 
la ritrovo in me. 

Schiavi del tempo che va 
e liberi nella realtà 
come velieri lontani 
viaggiamo soli nel cerchio di un'altra età 
solitari nei cieli del nord.



venerdì 23 settembre 2016

silenzio

Si resta senza parole. 
Resto spesso senza parole. Sempre più spesso. 
Non saprei spiegare il motivo. Forse la mia incapacità nello sceglierle correttamente.
A volte le mie e le altrui parole, salvo rare eccezioni, mi sembrano solo un inutile ma subdolo rumore di fondo che mi confonde, mi distrae. 

Sento solo il bisogno, quasi vitale, di un silenzio profondo.