lunedì 4 agosto 2025

Sette anni dopo / Seven years laters

Quasi sette anni dopo ritorno a scrivere su questo blog che curavo con molta attenzione, soprattutto quando c'era Twitter. Era una forma di diario, condiviso, per evidenziare, ricordare, sottolineare momenti, idee, immagini, musiche. Poi è successo di tutto, dal COVID in poi. Il silenzio è stato quasi un passaggio naturale. Il mondo come lo conoscevamo è cambiato così rapidamente che davvero è diventato difficile orientarsi: ci vuole sempre più tempo, più attenzione. Il massacro del 7 ottobre, i palestinesi a Gaza, l'invasione russa, i ministri che celebrano battaglie di più di duemila e duecento anni fa, i dazi, lo schieramento dei due sottomarini nucleari statunitensi ... si oscilla tra l'immensità delle piccole e grandi tragedie quotidiane e la ridicola ostentazione del proprio potere. In mezzo, le persone che faticano nel sopravvivere e ad avere riconosciuti i proprio diritti, minacciati da più parti anche laddove si pensava fossero acquisiti. C'è bisogno di una presa di coscienza collettiva che in questo momento sembra davvero un'enorme utopia. Nel frattempo di vorrebbe un cessate il fuoco planetario e uno spazio maggiore a disposizione per la diplomazia. Soprattutto, credo, ci vuole maggiore verità da ricercare e stimolare con chi accetta la necessità del confronto. 

Almost seven years later, I'm back writing on this blog, which I carefully curated, especially when Twitter was around. It was a kind of shared diary, to highlight, remember, and underscore moments, ideas, images, and music. Then everything happened, from COVID onwards. Silence was almost a natural progression. The world as we knew it has changed so rapidly that it's truly become difficult to navigate: it takes more and more time, more attention. The October 7th massacre, the Palestinians in Gaza, the Russian invasion, ministers celebrating battles from more than 2,200 years ago, tariffs, the deployment of two US nuclear submarines... we oscillate between the immensity of large and small daily tragedies and the ridiculous display of own little power. In the middle, people struggle to survive and have their rights recognized, threatened from all sides even where they thought they were already established. We need a collective awareness, which right now truly seems like a vast utopia. In the meantime, we would like a global ceasefire and greater space for diplomacy. Above all, I believe, we need greater truth seeking and fostering among those who accept the need for dialogue.

Quello che viene creduto da tutti, per sempre, dovunque, ha molte possibilità di essere falso.

What is believed by everyone, forever, everywhere, has a good chance of being false. 

P. Valèry

domenica 30 dicembre 2018

auguri di buon anno (versione 2018)

#vaffanculo a quelli che ritengono compassione ed empatia solo dei sentimenti per persone deboli 

#vaffanculo a quelli che pur non avendo studiato si permettono di disquisire sui vaccini, sfericità della terra e campi gravitazionali

#vaffanculo a quelli che in una mensa di bambini sono capaci di fare liste e separazioni

#vaffanculo a chi confonde lo stile con l'ostile: è solo un semplice apostrofo ma per riconoscerlo e rimuoverlo bisogna sapersi aprire a una diversa visione del
mondo
#vaffanculo a quelli che credono di non aver bisogno di nessuno e chiudono i porti


#vaffanculo a quelli che "se non lo facevo io lo faceva qualcun altro"



#vaffanculo a quelli che tolgono fondi per le famiglie e le scuole dove ci sono situazioni di disabilità mentale e/o fisica

#vaffanculo a quelli che con poche ore di corso si abilitarono all'insegnamento di una lingua straniera 

#vaffanculo a quelli che votarono per riconoscere Ruby Rubacuori come nipote di Mubarak e oggi fanno lezioni di democrazia

#vaffanculo a quelli che son convinti di essere più furbi degli altri perchè troveranno - ed è sicuro che lo troveranno - uno ancora più stronzo

#vaffanculo a quei presuntuosi che si fanno scudo del loro essere 'cattolici' fomentando solo un odio senza fine

#vaffanculo a me stesso, ogni qualvolta per stanchezza o stupidità mi sono vestito e mi vestirò ancora con uno di questi pericolosissimi abiti.

mercoledì 27 giugno 2018

Il punto di partenza

Quando è iniziato questo declino ? 
La domanda dovrebbe essere d'obbligo per chiunque abbia a cuore le sorti di questo paese.
Posso parlare solo per me.

C'è stato un momento in cui le tradizioni cattolica, comunista, popolare, sociale e in un certo modo riformista si iniziarono a saldare e trovarono una sintesi nel primo governo Prodi (18 maggio 1996 al 21 ottobre 1998). Era in qualche modo la chiusura degli anni di piombo e della nuova stagione delle bombe di mafia e la risposta forse migliore alle stragi di Falcone e Borsellino e delle loro scorte.

Io, in risposta a quello stimolo forte, iniziai a frequentare ambienti e sezioni di partito; assieme ad altri capii che la risposta doveva essere un'azione locale coordinata a livello globale. Una volta si sarebbe detta una 'community action'. Proponemmo analisi statistiche della demografia, dei flussi migratori, dei posti di lavoro persi, della mortalità e morbilità, sulle modalità di smaltimento dei rifiuti, come ottenere fondi europei ...
Insomma ci rimboccammo le maniche e tirammo fuori il meglio di noi stessi. 
Era poco, era molto ? Non ha importanza: ognuno offrì ciò che poteva.
Molti di noi avevano scelto di rimanere in Italia, al Sud, perchè credevano in questa possibilità di cambiamento. Portavamo l'esperienza fatta dalla frequentazione dei paesi virtuosi e la mettevamo a disposizione dei terreitori nei quali vivevamo.

Poi successe qualcosa. Iniziarono i distinguo, le prese di distanza; ogni qualvolta si proponevano processi chiari, trasparenti, condivisi e partecipati (parola abusatissima ma non ne conosco  altre) gli ostacoli da parte di chi avrebbe dovuto sostenerci aumentavano. Si soffiava sul venticello della calunnia (loro ci guadagnano, ci sono interessi oscuri dietro, ecc.) e contemporaneamente si agitavano i social per sminuire e criticare qualsiasi cosa. 
In nuce, ciò che oggi succede su grande scala.

Nel frattempo l'area politica che doveva essere il nostro riferimento continuava a proporre personaggi difficilmente presentabili e soprattutto ciucci, ovvero mancanti (per scelta o per mancanza, non ebbi il tempo di capirlo) delle competenza di base. Spesso ci rimproveravano di essere solo degli intellettuali, quando semplicemente eravamo persone di buonsenso, di buona cultura e buona educazione. 
Si dava voce a chi portava voti (e adesso neanche quelli) e non a chi come noi evidenziava problemi palesi e cercava anche di trovare e proporre soluzioni compatibili con le regole elementari di bilancio.
Soluzioni lente certo ma che avrebbero potuto essere valutate rigorosamente in termini di efficacia ed efficienza. 

Ci disse un anziano conoscitore della politica che - in tempi antichi - la Democrazia Cristiana o il Partito Comunista avrebbero partecipato a questi movimenti, impadronendosene per permettere un ricambio della classe dirigente dominante. Cosa che invece non è successa.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. 

Il punto centrale della politica non sono solo le idee ma anche le persone. 
Le une si tengono assieme alle altre. 

Ci aspetta una strada lunga e triste anche se qualche segno positivo comincia a rendersi visibile.