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domenica 10 dicembre 2017

stupidità (d. bonhoeffer)

Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. 

Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodissoluzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese.

[...] osservando meglio, si nota che qualsiasi ostentazione esteriore di potenza, politica o religiosa che sia, provoca l'istupidimento di una gran parte degli uomini. Sembra anzi che si tratti di una legge socio-psicologica.
La potenza dell'uno richiede la stupidità degli altri. Il processo secondo cui ciò avviene, non è tanto quello dell'atrofia o della perdita improvvisa di determinate facoltà umane – ad esempio quelle intellettuali – ma piuttosto quello per cui, sotto la schiacciante impressione prodotta dall'ostentazione di potenza, l'uomo viene derubato della sua indipendenza interiore e rinuncia così, più o meno consapevolmente, ad assumere un atteggiamento personale davanti alle situazioni che gli si presentano.
Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza. Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente ma con slogan, motti ecc. da cui egli è dominato. È ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona. Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale. Questo è il pericolo che una profanazione diabolica porta con sé. 

Ci sono uomini che potranno essere rovinati per sempre.

lunedì 10 luglio 2017

gli anni più importanti (jung)

Gli anni più importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interiori. A essi va fatto risalire tutto il resto. Tutto cominciò allora, e poco hanno aggiunto i dettagli posteriori. 

La mia vita intera è consistita nell’elaborazione di quanto era scaturito dall’inconscio, sommergendomi come una corrente enigmatica e minacciando di travolgermi. Una sola esistenza non sarebbe bastata per dare forma a quella materia prima. 

Tutta la mia opera successiva non è stata altro che classificazione estrinseca, formulazione scientifica e integrazione nella vita. 

Ma l’inizio numinoso che conteneva ogni altra cosa si diede allora.

Carl Gustav Jung, 1957

giovedì 8 giugno 2017

giugno

La luce mi sveglia presto ed è piacevole farlo. Sembra che il sole mi accolga, mi aspetti.
Quando ancora il caldo non è esploso anche la luce sembra essere dolce. Il primo gesto è mettere la macchinetta del caffè sul fuoco. Nel frattempo accendo il telefono e controllo un minimo la posta elettronica. Mi siedo e scrivo note cartacee come promemoria per le cose importanti da fare nella giornata. Verso il caffè nella tazzina e lo bevo lentamente.

Poi inizio a prepare la borsa per il lavoro. Computer, chiavi, bancomat, carta di credito, bollettini eventuali da pagare, libri.
Gesti ripetitivi ma che per me hanno un significato enorme, quando la routine è serena e la giornata si avvia senza avere grandi problemi. Poi passo alle mie abluzioni mattutine cercando di vincere la solita pigrizia ma senza dubbio a primavera è tutto più facile.
Mi vesto con calma e poi metto la seconda macchinetta di caffè sul fuoco. Controllo che i ragazzi dormano in pace e preparo due tazzine: una per me, una per lei. 
Le porto il caffè e la saluto con un bacio.

Esco, spesso non è ancora del tutto giorno, metto in moto e vado.

In macchina penso a quelli che amo, a ciò che mi ha colpito; a modo mio, prego.
Ci sono dei tratti precisi del tragitto che mi porta al lavoro dove mi riesce facile pregare. Non saprei spiegare bene perchè. Spesso è un ringraziamento per le persone che ho avuto nella mia vita presenti e passate. Spesso è respirare forte per capire come affrontare le difficoltà, affidandosi.
Lancio pensieri anche per persone che magari ho intravisto per pochi secondi. 

Rincorro anche per qualche istante i miei sogni, semplici in fondo: sapere scrivere un libro giallo, diventare un grande fotografo, comprarmi una casa in riva al mare, sulla sabbia proprio.

Poi entro in tangenziale, mi infilo nel traffico, accendo la stereo e la giornata inizia veramente.






martedì 23 maggio 2017

1992-2017

Le immagini erano (e lo sono ancora) tremende. 
Non ebbi la forza di commentare con nessuno quello che accadeva. Mi sedetti e ho fatto quello che avrei sempre voluto saper fare senza riuscirci. Mi misi a dipingere. 

Un modo per sfogare la rabbia e stemperare quella angoscia che poi non è mai passata del tutto. Non sapevo che poche settimane dopo ne avrei dovuto dipingere anche un altro.

Adesso, in ogni nuova stanza dove vado a svolgere la mia attività quotidiana, cerco il posto migliore è per queste testimonianze. 
Per ricordarmi (e ricordare a chi siede con me) di quell'orrore e ogni giorno e sulla necessità di combatterlo sempre, con ogni gesto. 
Grande o piccolo che sia.




domenica 2 aprile 2017

canzone primaverile (g. lorca)

I
Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell'aria tiepida
d'aprile tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!
Un silenzio fatto a pezzi
da risa d'argento nuovo.

II
Vado pel cammino della sera,
tra i fiori dell'orto,
lasciando sulla strada
l'acqua della mia tristezza.
Sul monte solitario
un cimitero di paese
sembra un campo seminato
di semi di teschi.
E sono fioriti cipressi
come teste giganti
che con orbite vuote
e chiome verdognole
pensosi e dolenti
l'orizzonte contemplano.
Divino aprile, che vieni
carico di sole e di essenze,
colma di nidi d'oro
i teschi fioriti!

Granada, 28 marzo 1919

domenica 5 marzo 2017

donna (charles baudelaire)

La donna è senza dubbio una luce, uno sguardo, un invito alla felicità, e talvolta il suono di una parola; ma soprattutto è un'armonia generale, non solo nel gesto e nell'armonia delle membra, ma anche nelle mussole, nei veli, negli ampi e cangianti nembi di stoffe in cui si avvolge, che sono come gli attributi e il fondamento della sua divinità; nel metallo e nel minerale che le serpeggiano intorno alle braccia e al collo, aggiungendo le loro scintille al fuoco dei suoi sguardi, o tintinnando dolci alle sue orecchie. 

Quale poeta mai, nel ritrarre il piacere prodotto dall'apparizione di una bellezza, oserebbe disgiungere la donna dal suo abito? 

E qual è poi l'uomo che per la strada, a teatro, al parco, non abbia goduto, nella forma più disinteressata, di una toeletta sapientemente composta, e non ne abbia attinto un'immagine inseparabile dalla bellezza di colei a cui apparteneva, così facendo delle due entità, della donna e della veste, un tutto indivisibile?

lunedì 20 febbraio 2017

assemblea

Non sono più un elettore del PD. Non da oggi. Ieri ho seguito con una certa attenzione l'assemblea, così come la campagna referendaria conclusasi lo scorso 4 Dicembre. In fondo, guardo sempre da quella parte per cercare di capire se ci sono segni di cambiamento.
Purtroppo non ho trovato nulla.
Il Partito Democratico ha completamente smarrito, da tempo, il contatto con il territorio, con le persone in ultima (e facile) analisi.
Mentre le altre coalizioni sono comprensibilmente unite da qualcosa che è facile individuare, non si capisce più cosa e chi il PD rappresenti. Faccio riferimento alle azioni e non alle parole che sono state dette. In questi due giorni ne ho sentite di belle, altisonanti, retoriche nella forma giusta ma addosso a persone che ormai non hanno più un briciolo di autorevolezza. Anzi hanno più responsabilità che progettualità.

Pensavo che fosse un problema solo della zona dove vivo io, ma poi discutendo con amici ho capito che il rapporto con il territorio si è corrotto ovunque. In nome di una manciata di voti in più, si sono accettati accordi al ribasso, sempre più al ribasso, fino a svendere qualsiasi idea. Non tutti chiaramente, ma parlo dei gruppi dirigenti che si sono succeduti a tutti i livelli, razzolando voti senza avere uno straccio di prospettiva, di progetto, di attesa.

Quindi, per quanto mi dispiaccia, sarà giusto che nei prossimi anni l'egemonia della discussione passi in mani che non si è saputo contrastare e che pronunceranno parole come 'onestà', 'Italia agli italiani', 'no-euro', senza un briciolo di prospettiva.

Qui, ormai quasi quattro anni fa, scrivevo di una: foresta atipica nella quale vari animali si contendevano il potere. Ma ora siamo ormai al cannibalismo interno del PD.
E i piccoli grilli intanto sono cresciuti e il caimano, sia pure vecchio e stanco, è ancora lì.

Un minimo di agenda (aperta a tutti coloro che volessero lavorare per realizzarla) sarebbe auspicabile e potrebbe essere questa:
* manovra di riduzione lenta ma costante del debito pubblico
* riformulazione delle politiche economiche europee
* progetto di accoglienza degli immigrati
* piano straordinario per la disoccupazione giovanile
* piano straordinario per la scuola, l'università e la ricerca.

Le idee sono già in rete, non bisogna inventare nulla.
Lo dovremmo ai nostri figli.