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sabato 29 giugno 2013

Koyaanisqatsi (frammento)



Koyaanisqatsi è una parola della lingua amerinda hopi e significa "vita in tumulto", oppure "vita folle; vita tumultuosa; vita in disintegrazione; vita squilibrata; condizione che richiede un altro stile di vita".

Fonte: Wikipedia

venerdì 28 giugno 2013

la penisola degli sguardi perduti (m. smargiassi)

Mi piace suggerire questa lettura, da uno dei miei blog preferiti.

"La rivelazione è che esiste una verità profonda del fotografico. I paesaggi di una terra cambiano gli sguardi dei fotografi, ma anche gli sguardi dei fotografi cambiano il paesaggio. Per sempre. Sciogliendo dentro di essi le proprie molecole. Fino a quando un colpo di vento non le rimette di nuovo, miracolosamente, assieme, e qualcuno torna a vedere.".

Cliccare per leggere

di Michele Smargiassi @ilfotocrate

appunti per una fenomenologia della visione

Uno dei primi lavori di mio fratello.
Risale a qualche anno fa e lo co-producemmo noi due.
Ancora bello e attuale, secondo me e credo valga la pena vederlo

E' un corto: dura poco più di 20 minuti. 



Appunti per una fenomenologia della visione from Andrea De Rosa on Vimeo.

domenica 23 giugno 2013

golfo in giugno

In mezzo ad una vita alquanto frenetica e spesso senza una direzione apparente, talvolta si riesce a ritagliare uno spazio da concedere a se stessi e alle persone che contano.

Non è un qualcosa legato a quante parole si dicano, oppure al fatto di svegliarsi assieme e prendere un caffè discutendo dei figli, del lavoro, della vita.

Spesso è semplicemente guardare insieme, in silenzio, un simile spettacolo. E affidare a quel silenzio, a quella luce, progetti, speranze, preoccupazioni.

mercoledì 19 giugno 2013

new york

Novembre, 1994. 

Fui capace di uno sguardo e quindi di uno scatto obliquo su una città misteriosa, affascinante, inquietante. Uno dei centri del mondo, senza dubbio.

Tutto era veloce di giorno. Poi ad una certa ora della sera, c'era un rallentamento repentino.  

Tutto diventava una moltitudine di luci che si innalzavano in modo casuale verso il cielo. 

I suoni delle sirene ancora popolavano la notte, ma erano le luci a farla da padrone.

Quasi nevicava e ricordo che passeggiavamo ancora con il naso verso l'alto per vedere meglio questi totem sovrappopolati. 

Abbassai la testa leggermente sulla sinistra per uscire dal parallelismo delle linee con i lati del mirino. Poi scattai.




lunedì 17 giugno 2013

epidemia

Alle volte mi sembra che un'epidemia pestilenziale abbia colpito l'umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l'uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l'espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze.

Non mi interessa qui chiedermi se le origini di questa epidemia siano da ricercare nella politica, nell'ideologia, nell'uniformità burocratica, nell'omogeneizzazione dei mass-media, nella diffusione scolastica della media cultura.

Quel che mi interessa sono le possibilità di salute. La letteratura (e forse solo la letteratura) può creare degli anticorpi che contrastino l'espandersi della peste del linguaggio.

Lezioni americane, Italo Calvino.

lunedì 10 giugno 2013

amalia

Amalia a volte ci guarda. Grazie ai suoi occhi espressivi riusciamo a percepire qualcosa. I genitori, ovviamente, la interpretano, la capiscono meglio di noi. Ora per fortuna qualche parolina riesce anche a dirla. All'inizio non guardava nessuno di noi.
Amalia
Spettro autistico fu la diagnosi. Col tempo abbiamo imparato tutti in famiglia il senso di quelle parole.
'Spettro' - come un fantasma - indica che c'è una gradazione di gravità della sindrome autistica; 'sindrome' (ancora una nuova parola per noi) denota più fattori e più sintomi. Ora ha 7 anni ed è in seconda elementare; finalmente ha trovato una maestra di sostegno degna di questo nome. Una che getta il cuore oltre l'ostacolo.

I suoi genitori i loro cuori li hanno gettato oltre molti ostacoli, fin dal momento in cui si sono resi conto che Amalia soffriva di questo disturbo. Specialisti, professoroni, terapisti, tutta l'Italia è stata percorsa in lungo e in largo, e ancora si percorre, per e con Amalia. Sono stati consultati esperti d'oltreoceano per capire, conoscere, provare.  In fondo si tenta perchè ogni bambino è una storia a sé.
FB in questo li ha aiutati molto. La rete che si crea tra persone che condividono lo stesso problema, che vivono lo stesso dolore,  è più potente di qualsiasi altra cosa.

Non è stato facile, è ancora difficile, forse lo sarà ancora.

Anche i rapporti personali vengono modificati, stravolti da ritmi ossessivi in cui si fatica a trovare una dimensione che non sia solo la schiavitù verso la malattia. 
C'è stato il periodo dei 'se'. Se non si fosse ritardato il parto, "se avessi saputo dei vaccini", "se avessi notato il suo atteggiamento". Poi c'è stato il periodo della scelta, della definizione cura migliore, dell'azione terapeutica più adeguata.
Arriva poi, finalmente, un momento in cui le cose si chiariscono. Si capisce che c'è chi specula (sì, si specula anche su questa malattia), chi vuole solo ghettizzare, chi giudica come giudicherebbe qualsiasi diverso, chi si allontana da una famiglia perché non è pronto, e chi invece è prodigo di consigli non richiesti. Mondo difficile, in cui ad una situazione di fatto non facile poi ci si aggiunge l'incapacità tipica  delle persone di capire, di discernere di fronte ad un qualcosa di non convenzionale.

Ci sono poi quelli dell'ASL, della burocrazia italiana, che sottopongono ancora Amalia a delle stupide visite per capire la percentuale reale di inabilità, come se non bastasse osservare la sua innocenza e il suo candore. 

Eppure.

Le vocali di Amalia
Eppure, Franco e Alessia, mamma e papà, ci stanno riuscendo. Si sono concentrati sul loro amore che solo poteva essere il centro da cui trovare le forze per ripartire. Si sono concentrati su Elena, la primogenita, che ha ben presto capito che anche lei doveva fare un passo più lungo. Nel primo tema fatto alle elementari Elena ha definito la sorella, una persona speciale.  Di fatto anche Elena lo è diventata grazie ad Amalia.

Noi ?! Noi tutti, zii, cuginetti, nonni, amici e terapisti, facciamo ben poco se non cercare di offrire una 'normalità che a volte sembra una conquista. Una pizza, un gelato, una semplice passeggiata insieme. Nella quotidianità, cerchiamo di rappresentare un momento di sana ordinarietà, ben sapendo che la loro vita sarà sempre su un livello diverso di ordinarietà.
Amalia si fa riconoscere per un carattere testardo e volitivo; prima era mascherato e ora invece è ben presente. Siamo passati dalla fissa per la Coca-Cola, a quella dell'Ipad e poi ancora al telefonino. Però, in tutto questo, ha imparato i primi cenni di comunicazione non verbale, qualche disegnino e poi qualche mese fa è apparso ciò che per tutti noi vale più di un Picasso.
Una sera sul muro della cucina, la mamma ha trovato queste EIOU: le sue vocali. Non sappiamo da cosa derivi l'antipatia per la A ma Amalia avrà i suoi buoni motivi (forse ha capito che Autismo inizia per A).

Alessia, scherzando, dice che Amalia viene da Marte e parla una lingua sconosciuta. In certi momenti anch'io la immagino come omologa del protagonista (D. Bowie) nel film L'uomo che cadde sulla terra
ma invece sappiamo tutti che lei è una bambina perfettamente terrestre. 
Con due genitori ed una sorella meravigliosi.

Amalia è il metro con cui Alessia, Franco ed Elena misurano il mondo. Forse ne avrebbero scelto uno più semplice, ma tutti e tre si sono rimboccati le maniche quando hanno capito che cosa c'era da fare.

Spesso Amalia prende le persone che ama di più (la sorella e i cuginetti) e li porta tutti nella stessa stanza come se volesse dire dovete stare tutti qui con me. 
Cercheremo di renderla felice: questa è l'unica cosa che possiamo fare.



giovedì 6 giugno 2013

#scritturebrevi



Grazie a twitter scopro scritture brevi un sito che riporta lo sviluppo di un progetto ambizioso e delizioso. Si lavora sulla distanza breve del testo. Ovviamente una parte è dedicata a twitter e ai sui 140 spazi.

Credo che chi ama certi esercizi, una certa sperimentazione, troverà il sito molto interessante.

Io mi diverto e ne metto uno lanciato stamattina con l'hashtag specifico:
I numeri reali rimasero basiti.Solo tardi,si erano resi conto che gli immaginari non erano sogni:erano la loro completezza.



lunedì 3 giugno 2013

i moti del cuore


L'aquilone di oggi vola in compagnia: si fa un pezzo di cielo insieme.
Prima di lanciarlo l'ho fatto leggere alle persone che amo: è per loro.
Lo trovate qui: I moti del cuore.

(grazie Tommaso)

L'immagine è presa da qui: come costruire un aquilone.